Portare i soldi all’estero: metodi e rischi

Con l’avvento della crisi economica globale è iniziato un vero e proprio esodo: la fuga dei capitali.

Difatti, un numero crescente di italiani sta portando all’estero i propri soldi, frutti di faticosi risparmi, a causa del timore di eventuali manovre fiscali del governo o del rischio del c.d. prelievo forzoso sui conti correnti.

In molti casi, invece, la scelta di portare i soldi all’estero è determinata esclusivamente dalla prospettiva di trasferirsi in un altro Paese dove godersi serenamente la propria pensione.

I modi per portare i propri risparmi all’estero sono tanti; essi vanno studiati e attuati con prudenza, onde evitare il rischio di essere assoggettati a sanzioni, sequestri e segnalazioni antiriciclaggio.

Per evitare tali rischi fareste bene a leggere questa guida in cui vi spiego quali sono le tecniche più efficaci e soprattutto meno rischiose per trasferire all’estero il vostro denaro.

1. Attraversamento della frontiera con somme di denaro al seguito

L’attraversamento della frontiera con somme di denaro al seguito dovrebbe essere effettuato osservando le rigide norme valutarie, le quali impongono l’onere di effettuare una dichiarazione del denaro che fisicamente viene trasportato ove lo stesso risulti d’importo superiore ad euro 10.000.

A cosa serve la dichiarazione?

A far sapere allo Stato quanti soldi vengono esportati e soprattutto da chi.

Tutte queste informazioni potrebbero essere utilizzate dalle autorità preposte (Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane, Guardia di Finanza) al fine di effettuare controlli e accertamenti in materia valutaria e/o fiscale.

A questo punto, potrebbe obiettarsi che il limite dei 10.000 Euro potrebbe essere abilmente eluso frazionando l’operazione, cioè trasportando il denaro in più tranche.

Tuttavia,  deve sapersi che il frazionamento dell’operazione non esonera il soggetto dall’obbligo di dichiarare il denaro esportato. Pertanto, anche colui che esporta tante piccole somme di denaro d’importo complessivo superiore ai 10.000 Euro in un anno, deve in qualche modo rendere noto alle autorità il volume di denaro esportato.

In tal caso il denaro esportato all’estero andrà dichiarato nella denunzia annuale dei redditi, nel quadro RW.

Inoltre, qualora si tentasse di esportare clandestinamente una somma di denaro superiore al limite dei 10.000 Euro, per sfuggire ai controlli dello Stato, si potrebbe essere esposti al rischio di gravosi sequestri nel caso in cui le autorità doganali ne venissero a conoscenza.

E non pensiate che l’attraversamento della frontiera senza essere stati scoperti esaurisca il rischio di essere sanzionati, le autorità fiscali potrebbero irrogare le sanzioni anche ex post, ossia in caso di successivi controlli, nel corso dei quali sia emerso che il denaro sia stato esportato clandestinamente.

2. Utilizzo di Carte prepagate per trasferire soldi all’estero

L’utilizzo di carte prepagate, in questo contesto, potrebbe sembrare banale, ma non lo è affatto.

Uno dei modi più sicuri, immediati e semplici per trasferire del denaro all’estero, soprattutto se si tratta di piccoli importi, è costituito dall’utilizzo delle carte prepagate.

L’unico limite, in questo caso, sarebbe la soglia massima giornaliera di denaro prelevabile allo sportello che solitamente varia in base alla tipologia di carta che utilizziamo (250/500 euro).

Per tali ragioni è da sconsigliare l’uso di carte prepagate per trasferire somme di denaro molto elevate.

Se invece la vostra necessità non è quella di trasferire grosse quantità di denaro all’estero, ma esclusivamente quella di inviare determinate somme di denaro ad un vostro familiare che soggiorna e/o risiede in un Paese diverso dall’Italia, l’utilizzo di carte prepagate fa al caso vostro.

Inoltre, altro vantaggio è che movimenti effettuati mediante carte prepagate non sono assoggettati a stringenti controlli e/o a obblighi di dichiarazione.

3. Ricorso ai Money transfer per trasferire fondi da un luogo all’altro

L’utilizzo dei Money transfer (quali, ad esempio, Moneygram, Western Union ecc.) è un altro metodo efficace ed immediato per trasferire denaro all’estero.

Esso può essere utile per inviare del denaro a un proprio parente all’estero rimasto, a causa di un increscioso imprevisto, senza risorse finanziarie e senza possibilità di acquistare una carta prepagata.

Tali modalità di trasferimento sono sottoposte a stringenti  controlli statali, in materia valutaria e soprattutto ai fini dell’osservanza della normativa antiriciclaggio e della regolamentazione in materia di prevenzione del finanziamento del terrorismo.

I controlli espletati sono finalizzati soprattutto all’identificazione del soggetto che effettua l’invio del denaro e alla registrazione delle operazioni effettuate dallo stesso.

Solitamente, infatti, i sistemi di Money transfer online prevedono che, dopo aver raggiunto il limite di effettuazione di due operazioni di trasferimento, sia necessaria l’identificazione del cliente. Di conseguenza, è previsto che un soggetto volto ad effettuare ulteriori operazioni di invio del denaro, sia accuratamente identificato mediante la trasmissione online della carta d’identità e del codice fiscale.

Il vantaggio dei Money transfer consiste principalmente nella possibilità di inviare soldi a chiunque, anche a coloro che sono stati estromessi dall’utilizzo dei servizi bancari. Chiunque è in grado di poter ricevere in tutto il mondo una somma di denaro, mediante la rivelazione di una parola chiave (che identifica l’operazione) appositamente comunicatagli dal mittente.

Un enorme svantaggio, tuttavia, è costituito dall’ingente peso delle commissioni applicate dagli Istituti di Money transfer che solitamente si aggirano tra il 7 e il 10% dell’importo trasferito.

4. Impiego del Bitcoin, la criptomoneta più conosciuta al mondo

Altro metodo rapido e sicuro per inviare denaro è l’utilizzo dei bitcoin.

Il bitcoin rappresenta una moneta virtuale, il cui utilizzo nell’ultimo biennio è cresciuto in maniera esponenziale.

La logica di funzionamento dei bitcoin è alquanto semplice: basta registrarsi online su appositi siti che consentono all’utente di creare un portafoglio virtuale, contraddistinto da un numero di conto alfanumerico, su cui caricarvi bitcoin effettuando un bonifico e/o una ricarica poste-pay.

Una volta che la somma verrà accreditata sul portafoglio, sarà possibile trasferire la stessa ad altri portafogli virtuali e/o utilizzare la stessa per acquistare merci e servizi su internet.

Il principale vantaggio dei Bitcoin è l’anonimato.

Tuttavia, guardando l’altra faccia della medaglia, l’anonimato può costituire anche un forte limite alla diffusione di tale moneta. Se chi trasferisce del denaro in bitcoin ha il beneficio di poter restare completamente anonimo nei confronti di chicchessia (comprese le autorità), appare logico che tale tipologia di moneta si presta ad essere scambiata soprattutto per scopi illeciti, come, ad esempio, dalle organizzazioni criminali per ripulire soldi di provenienza delittuosa. (Vgs. Come i cybercriminali commerciano droghe e armi sul web).

Altro aspetto negativo  e la fortissima volatilità del valore della moneta.

A causa di tale caratteristica, si può ad esempio verificare di inviare del denaro in bitcoin il sabato, il cui valore alla data di invio risulti pari a una determinata somma, correndo il rischio che lo stesso, una volta prelevato dal destinatario, si sia ridotto alla metà.

D’altronde, se si ha un po’ di fortuna (perché no?) il valore, dopo qualche giorno, potrebbe essere addirittura triplicato!

5. Ricorrere al canale ordinario del Bonifico bancario

Per trasferire grosse somme di denaro  all’estero è necessario effettuare un bonifico bancario.

Ma attenzione: il denaro trasferito mediante bonifico bancario in questo caso va dichiarato al fisco.

Più precisamente il Fisco vuole sapere quante disponibilità finanziarie ogni contribuente italiano detiene su un conto all’estero.

Tuttavia, è previsto un limite.

L’obbligo di dichiarare tali disponibilità finanziarie sussiste solo qualora le somme detenute su un conto all’estero siano almeno pari ad euro 10.000.

Sono poi previste deroghe nei confronti dei transfrontalieri e altre tipologie di lavoratori.

Va inoltre riconosciuto che u limite all’invio di denaro mediante bonifico bancario, è rappresentato dalle regolamentazione interna delle banche.

In molti paesi gli istituti bancari, difatti, stanno iniziando a richiedere che il correntista abbia la residenza nell’ambito del territorio dello Stato. In assenza di tale requisito gran parte degli istituti bancari esteri negano ai potenziali clienti la possibilità di aprire un conto.

6. Utilizzo di canali bancari paralleli/sotterranei

Oltre ai tradizionali canali bancari, per trasferire all’estero una determinata somma di denaro esistono strade alternative; mi sto riferendo ai canali bancari sotterranei/paralleli. Ovviamente si tratta di metodi di trasferimento di denaro illegali e , quindi, da evitare assolutamente. I più conosciuti sono denominati “hawala”, preferito dalle comunità arabe, e “fei chein” utilizzato dai cittadini di nazionalità cinese.

Per un approfondimento leggi quest’articolo: Riciclaggio di denaro mediante sistemi bancari paralleli.

L’ “hawala” e il “fei chein” sono sistemi che si basano sulla stessa logica di funzionamento:

effettuano un’attività di mediazione tra un soggetto (ad esempio cinese) che ha necessità di portare i suoi risparmi in Cina; e un altro soggetto che si trova in Cina e ha necessità di trasferire i suoi soldi in Italia per effettuare investimenti.

In pratica: non avviene mai il trasferimento effettivo del denaro. Lo stesso viene infatti scambiato mediante compensazione.

7. Ricorso illecito ai Mediatori

Alcuni studi professionali siti soprattutto nelle Regioni italiane di confine, hanno iniziato ad offrire clandestinamente servizi di trasferimento di denaro ad una vasta platea di clienti (soprattutto imprenditori) che per varie ragioni hanno necessità di portare lontano dal Fisco italiano  grosse quantità di contante  frutto di evasione fiscale.

Tuttavia, va sottolineato che tale tipologia di attività è illecita. Il consulente che si presta ad offrire tali tipologie di servizi potrebbe essere sottoposto a gravi sanzioni penali.

Il funzionamento del sopracitato sistema di trasferimento è alquanto semplice da capire. Così come avviene in relazione all’utilizzo di canali bancari sotterranei, per trasferire il denaro da un paese all’altro non occorre il trasporto fisico dello stesso. Sarà invece sufficiente annotare su un apposito registro i totali dei soldi esportati e di quelli importati e, infine, procedere ad effettuare le relative compensazione dei saldi attivi con i saldi negativi.

Con questo concludo, sperando di avervi fornito un’interessante guida utile per l’approfondimento delle numerose modalità di trasferimento di denaro, sia legali che illegali.

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