Cos’è l’Adeguata Verifica della Clientela (ADV) o Customer Due Diligence (CDD)?

Le informazioni per l’Adeguata Verifica della Clientela (Customer Due Diligence) comprendono una serie di dati e notizie, come le generalità del cliente, che servono alla banca per stimare quali rischi possono derivare dalle operazioni finanziarie eseguite per conto dei clienti. Tali rischi sono, in primis, il riciclaggio di denaro e finanziamento di attività terroristiche. Le organizzazioni hanno l’obbligo di ‘conoscere i propri clienti’, secondo il principio Know Your Customer, per tutta una serie di ragioni:

  • Per garantire l’osservanza dei requisiti di legge richiesti dalla normativa antiriciclaggio;
  • per assicurare che la controparte (cioè l’impresa cliente) assuma, al momento in cui la verifica è posta in essere, un ruolo di responsabilità per accertare la veridicità di quanto dichiarato;
  • per vigilare contro le frodi, tra cui il furto di identità;
  • per aiutare l’organizzazione ad identificare, nel corso di un continuo monitoraggio, le operazioni che risultano insolite e per consentire di approfondire ciò che risulta sospetto o anomalo;
  • se le operazioni o gli eventi anomali non hanno una sostanza commerciale possono nascondere operazioni di riciclaggio di denaro, frode, altre attività criminali o il finanziamento del terrorismo;
  • per consentire all’organizzazione di fornire un adeguato supporto alle forze di polizia per reperire informazioni sui clienti indagati, dopo aver segnalato le operazioni sospette all’UIF.

 

Di conseguenza, il divieto di accensione di conti correnti, linee di credito, di istaurare relazioni commerciali, nonché di eseguire operazioni anonime è alla base degli standard internazionali per le istituzioni finanziarie (e non solo queste).

 

Gli standard di base Europei e Nazionali

La Terza Direttiva Europea in materia di antiriciclaggio richiede l’applicazione delle misure di ADV (CDD) in base all’entità dei rischi, a seconda del tipo di cliente, della natura  dell’affare o dell’ operazione ovvero attività del cliente. Le società e gli enti obbligati devono però essere in grado di dimostrare alle autorità di vigilanza e di controllo che l’entità delle misure adottate è appropriata e commisurata al rischio di riciclaggio di denaro e di finanziamento di attività terroristiche. In linea con le direttive emanate dal GAFI (FATF) la Direttiva divide in quattro parti la procedura di Adeguata Verifica dei Clienti (ADV), enfatizzando la necessità di assicurare un monitoraggio in continuo della clientela. Vi è poi un requisito specifico di identificazione dei beneficiari effettivi di enti e persone giuridiche al fine focalizzare maggiore attenzione sull’adeguata verifica su alcune categorie di clienti esposti ad alto rischio.

 

Chi è il cliente e che cosa s’intende per identificazione dei proprietari beneficiari o beneficiari effettivi?

L’applicazione dell’ADV è necessaria quando una società soggetta ad adempimenti anti-riciclaggio, ‘entra in una relazione d’affari’ con un cliente o un potenziale consumatore. Tra tali relazioni sono incluse quelle occasionali, ovvero di tipo ‘sporadico’, sebbene non possano essere inquadrate in una tradizionale relazione d’affari, come di seguito precisato. La relazione con il cliente si considera definita quando due o più parti si accordano con le intenzioni di condurre regolarmente degli affari o per effettuare una transazione “unica”. Il termine “relazione d’affari” si usa quando il rapporto professionale o commerciale, che si viene ad instaurare tra banca e cliente, è destinato a durare nel tempo.

 

L’approccio basato sul rischio come richiede la ADV

Gli standard internazionali richiedono l’applicazione di un approccio basato sul rischio quando si effettua l’Adeguata Verifica della Clientela (ADV).

Di conseguenza, le misure devono essere applicate in base alla concretezza del rischio, a seconda del tipo di cliente, di relazione d’affari o in base alla natura della transazione o attività. Le categorie a maggior rischio dovrebbero essere assoggettate ad una maggiore diligenza (Adeguata Verifica Rafforzata).

La valutazione del rischio determinerà la quantità di informazioni da raccogliere, che dovrà essere verificata in modo imparziale ed indipendente, come indicato dai seguenti esempi:

  • In caso di accensione di conti deposito a basso saldo o a basso rendimento, l’adeguata verifica potrebbe essere estesa solo alle informazioni di base. La quantità di informazioni da verificare può essere limitata alla richiesta  di prove di identificazione o di  informazioni riguardanti l’origine dei soldi in arrivo e la frequenza prevista di depositi e prelievi.
  • Per i consumatori a rischio standard, cioè coloro i quali risiedono permanentemente nel Paese, con un lavoro dipendente o altre fonti di entrata trasparenti e di origine lecita, dovranno essere verificate solamente le normali informazioni fornite.
  • Una maggiore diligenza andrebbe applicata alla clientela che presenta un alto rischio. La verifica deve inoltre essere estesa ai proprietari beneficiari o ai direttori amministrativi di imprese o strutture a rischio elevato.
  • Le società quotate e le loro controllate/partecipate sono considerate a basso rischio, richiedendo una verifica semplificata.

Le società non quotate e gli altri enti privati, sono generalmente considerate a maggior rischio rispetto alle società quotate, in quanto sono esposte a un minor livello di controllo esterno rispetto alle imprese pubbliche. Per tali ragioni, l’ identità del proprietario o del beneficiario effettivo di tali enti (come ad es. chi detiene una percentuale rilevante di quote della società) e degli amministratori andranno verificate assieme alle informazioni e ai dati dell’ente.

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