Cos’è una società offshore e perché è meglio starne alla larga?

società offshore

COS’È UNA SOCIETA’ OFFSHORE?

Nel mondo degli d’affari si sente sempre più spesso parlare di società offshore. Eppure, sono in pochi a sapere per quali scopi tali società vengono realmente utilizzate e, soprattutto, cos’è che li differenzia dalle altre società. In questo articolo, introdurremo i concetti chiave relativi alle società offshore e delineeremo alcune delle loro caratteristiche e vantaggi.

Prima di tutto, è fondamentale definire il termine Offshore. Offshore significa “al largo”, e si riferisce alla costituzione, gestione e conduzione di un business in un stato estero, che garantisce vantaggi finanziari, legali e/o fiscali. Una Offshore company è quindi una società creata con il solo scopo di operare al di fuori del suo Paese di registrazione o costituzione, cioè fuori dal Paese di residenza dei suoi amministratori, azionisti ed effettivi beneficiari. In altra parole, si tratta di una forma di gestione tipicamente utilizzata per ottenere diversi vantaggi fiscali.

 

MODALITA’ DI UTILIZZO DELLE SOCIETA’ OFFSHORE:

Come la maggior parte delle altre società, una offshore company può stipulare contratti, aprire conti bancari aperti, fare acquisti e vendite di prodotti o servizi e intestarsi delle proprietà. Tipica entità offshore è una compagnia d’affari internazionale (International Business Company, o IBC offshore), la quale non ha obblighi di tassazione nella giurisdizione di appartenenza (ma potrebbe comunque dover pagare le tasse nella giurisdizione dove le operazioni sono effettivamente condotte). Contestualmente, però, è obbligata a operare al di fuori del Paese di registrazione. Solitamente la IBC è effettivamente una società a responsabilità limitata, nel senso che la responsabilità è limitata soltanto alle quote di partecipazione della società. Le quote sono possedute da uno o più azionisti, mentre la società è gestita dal direttore (o direttori).

La creazione di società offshore può essere effettuata in diverse giurisdizioni, tra cui Anguilla, Isole Vergini Britanniche, Belize, Seychelles, Panama e Nevis. I principali criteri di scelta del Pese estero sono il prezzo, la reputazione della giurisdizione, soprattutto in termini di stabilità politica, e tempi per la formazione. Ad esempio, una società offshore nelle Isole Vergini Britanniche è una delle più diffuse entità offshore, particolarmente considerata dagli imprenditori di tutto il mondo. Un’alternativa sarebbe la costituzione di una società nelle Seychelles, una delle aree più accessibili tra le giurisdizioni offshore. Fare una IBC in Belize è un prudente compromesso tra prezzo, reputazione e ed efficienza dei sistemi bancari.

Un’alternativa alla registrazione di una società in una giurisdizione offshore sarebbe creare un’impresa in un territorio interno che abbia condizioni legali e di tassazione favorevoli. Tali giurisdizioni comprendono Hong Kong, Canada, Regno Unito, Gibilterra, alcuni stati USA, il più importante dei quali è il Delaware. Tra l’altro, la registrazione di un impresa in tali giurisdizioni garantisce maggior credibilità ed autorevolezza e potrebbe portare con sé alcuni dei benefici associati alle società offshore. Ad esempio, le società di Hong Kong non pagano le tasse sui profitti generati dalle attività economiche esercitate al di fuori del Paese.

Perché è meglio starne alla larga?

  • In primo luogo, il segreto bancario, in molti Paesi e territori offshore si sta progressivamente sfaldando. A livello internazionale, si sta registrando la tendenza di un’apertura verso l’esterno: molti Stati, tradizionalmente catalogati come paradisi fiscali, stanno stipulando accordi internazionali per collaborare con le rispettive autorità estere, non solo a livello penale e giudiziario ma anche sul piano fiscale, a volte sollecitati da pressioni di politica internazionale (vedi il caso Panama Papers).
  • In secondo luogo, esistono troppi limiti all’operatività di un’impresa offshore: in virtù degli standard internazionali adottai in materia di antiriciclaggio, le istituzioni finanziarie della maggior parte dei paesi occidentali, si rifiutano o hanno il divieto di intrattenere relazioni commerciali con società create in giurisdizioni offshore, precludendo alle stesse la possibilità di aprire conti ed avere rapporti con le banche.
  • In terzo luogo, a livello tributario, esistono clausole e disposizioni antielusive previste dai singoli ordinamenti e da norme internazionale, che rendono sempre più difficile godere realmente dei vantaggi che offrono le società offshore.

 

Anche sul piano dell’etica, è giusto pagare le tasse nel territorio in cui si svolge l’effettiva attività d’impresa, senza andare alla ricerca di scappatoie legali.

 

 

 

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