BEPS, il Progetto Base Erosion and Profit Shifting: origini e prospettive

Il progetto Beps: introduzione

Negli ultimi 50/60 anni in ambito internazionale, segnatamente nel contesto europeo, abbiamo avuto una rapida integrazione giuridica riguardante, in generale, differenti settori economici.

Il processo di progressivo avvicinamento dei sistemi giuridici tra i paesi, si è riferito, in modo particolare, ai diritti delle merci e, in una posizione subordinata, ai diritti dei cittadini.

Sorprendentemente, l’integrazione citata non ha avuto ad oggetto i sistemi fiscali nazionali.

Le ragioni della mancanza di armonizzazione fiscale tra i paesi sono:

– La sovranità degli Stati;

– Gli obiettivi di politica fiscale.
È chiaro che ogni Stato difficilmente è disposto ad accettare limitazioni della sua sovranità e che ogni paese vuole essere lasciato libero di adottare  norme fiscali proprie al fine di raggiungere i suoi obiettivi di politica economica: la scelte politiche propendono sull’aumento delle tasse per sostenere gli investimenti pubblici o sulla riduzione delle imposte per sostenere le imprese.

Le origini del Progetto Beps

La prima conseguenza della mancanza di integrazione fiscale tra i paesi è la presenza di disarmonie nella normativa fiscale a livello internazionale.

Sfruttando queste differenze e/o lacune giuridiche, molte imprese multinazionali mirano a ridurre l’ammontare delle imposte dovuto allo Stato, attraverso la pianificazione fiscale, provocando un danno per le casse erariali.

Questo è un grosso problema che i singoli Stati non sono in grado di contrastare o prevenire, soprattutto perché le tecniche di pianificazione fiscale sono conformi alla lettera, ma non alla “ratio” delle norme fiscali.

Un primo tentativo di integrare i sistemi fiscali è stato fatto negli anni ’20 dalla Società delle Nazioni, il cui comitato ha elaborato principi fiscali internazionali per evitare la doppia imposizione internazionale.

Tuttavia, al giorno d’oggi, il problema da risolvere a livello internazionale non è  tanto quello di evitare la doppia imposizione, quanto piuttosto quello di evitare la doppia non imposizione.

La consapevolezza della necessità di affrontare questo tipo di problema è stata acquisita in primo luogo al vertice del G20 del 18-19 giugno 2012 in Messico, nella cui dichiarazione finale si può leggere l’impegno dei Leader “di impedire l’erosione di base e lo spostamento di profitto” – “BEPS“.

Nel “G20 dei ministri delle finanze” del 5-6 novembre 2012, il compito di individuare azioni concrete volte a contrastare il fenomeno BEPS è stato attribuito l’OCSE.

Al G20 di Mosca (19-20 Luglio 2013), l’OCSE ha presentato il Rapporto “Piano d’Azione” su “Erosione della Base imponibile e spostamento dei profitti” (Beps), individuando un programma, suddiviso in 15 misure, progettato per analizzare e affrontare la questione a livello internazionale.

Un primo pacchetto di misure del report BEPS è stato presentato il 16 settembre 2014 e, infine, il 5 ottobre, in vista del G20 di Lima, in cui sono stati pubblicati i risultati finali dell’intero progetto BEPS.

Il Rapporto finale Beps

Il pacchetto di misure Beps comprende:

  • L’adozione di nuovi standard minimi in materia di scambio di informazioni tra paesi, con l’obiettivo di fornire, per la prima volta, ai governi un quadro completo delle strategie impiegate dalle imprese multinazionali;
  • l’abuso (uso) dei trattati, per porre fine allo sfruttamento della società veicolo (conduit company) con scopi elusivi;
  • limitare le pratiche fiscali dannose, in particolare nel campo della proprietà intellettuale;
  • incentivare lo scambio automatico di informazioni avente ad oggetto gli accordi fiscali stipulati tra multinazionali e Stati (ruling);
  • incentivare la conclusione di accordi tra le amministrazioni fiscali dei paesi al fine di evitare che le azioni di contrasto alla doppia tassazione internazionale si traducano in azioni tese a consentire la doppia non imposizione internazionale.

Inoltre, il pacchetto BEPS mira a:

  • rivedere la linee guida sui prezzi di trasferimento, con l’obiettivo di prevenire l’uso dei cd. “Cash box” per sottrarre la base imponibile al fisco;
  • ridefinire il concetto di stabile organizzazione al fine di porre fine alle pratiche di erosione della base imponibile rese possibile dal concetto precedente.

Le Relazioni presentate contengono alcune raccomandazioni tese a sollecitare  l’adozione, da parte degli Stati aderenti, di modifiche nella legislazione fiscale nazionale. Infine, si raccomanda di accelerare il processo di ratifica delle modifiche ai trattati bilaterali attraverso lo strumento della convenzione multilaterale, già utilizzato con successo in altri settori.

Le 15 azioni per prevenire il fenomeno Beps

Il Piano d’Azione descrive 15 azioni fondamentali per raggiungere con successo gli obiettivi del Progetto BEPS.

Le azioni sono:

  • Azione 1: affrontare le sfide fiscali dell’economia digitale

Nell’economia digitale, data la dematerializzazione delle transazioni e delle merci, è molto facile per le aziende digitali ridurre la base imponibile attraverso lo spostamento dei profitti verso giurisdizioni fiscali più basse.

È quindi necessario individuare forme di tassazione non dipendenti dalla “presenza imponibile”, di solito identificata con una stabile organizzazione nel territorio degli Stati nei cui mercati le multinazionali sono attive.

  • Azione 2: Neutralizzare gli effetti degli Hybrid mismatch

Gli Hybrid mismacth sono strumenti idonei a sfruttare le asimmetrie tra i diversi sistemi giuridici nazionali al fine di determinare situazioni di vantaggio indebito, come ad esempio:

  • casi di “doppia non imposizione”;
  • molteplici deduzioni in relazione alla stessa spesa;
  • deduzione in un paese di tasse non pagate altrove.
  • Azione 3: Rafforzare le regole CFC

È necessario rafforzare l’applicazione delle regole CFC, onde evitare lo spostamento dei profitti verso controllate estere localizzate in paesi a bassa imposizione fiscale.

  • Azione 4: Evitare l’erosione della base imponibile tramite deduzioni di interesse e altri tipologie di oneri finanziari

Tale azione prevede l’obiettivo di limitare l’erosione della base imponibile derivante dalla deduzione di interessi e altri costi relativi a finanziamenti erogati all’interno dei gruppi multinazionali, introducendo le soglie percentuali che non possono essere superati.

  • Azione 5: contrastare le pratiche fiscali dannose in modo più efficace, tenendo conto della trasparenza e della sostanza

Siffatta azione mira a far prevalere la sostanza sulla forma delle operazioni commerciali e stabilire standard minimi da rispettare per godere di regimi

preferenziali.

  • Azione 6: prevenire gli abusi dei trattati

In questo caso l’obiettivo è quello di evitare, mediante disposizioni antiabuso specifiche, la concessione di vantaggi indebiti,  sfruttando le convenzioni contro le doppie imposizioni. Ci riferiamo, in particolare, alla definizione di standard minimi per evitare il c.d. “treaty shopping”.

  • Azione 7: impedire l’elusione dello status di stabile organizzazione

Questa azione richiede la ri-formulazione, a livello internazionale, di un concetto più complesso di stabile organizzazione, materiale o personale.

  • Azioni 8, 9, 10: assicurare che i prezzi di trasferimento siano in linea con la creazione di valore

 

  • Azione 11: Stabilire metodologie per raccogliere e analizzare i dati relativi all’attuazione del progetto BEPS

  • Azione 12: Richiedere ai contribuenti di dichiarare preventivamente gli accordi di pianificazione fiscale aggressiva

Questa azione riguarda le metodologie da applicare per avere conoscenza preventiva degli schemi di pianificazione fiscale aggressiva adottata dai contribuenti, tra cui la previsione dell’obbligo, in capo al contribuente, di presentare una dichiarazione all’Amministrazione finanziaria.

  • Azione 13: Riesaminare la documentazione dei prezzi di trasferimento

 

  • Azione 14: Rendere i meccanismi di risoluzione delle controversie più snelli ed efficaci

L’azione ha lo scopo di aumentare l’efficacia dei meccanismi di risoluzione delle controversie. È stato stabilito uno standard con cui i paesi si sono impegnati a cercare di risolvere le controversie in un lasso di tempo medio di 24 mesi.

  • Azione 15: Sviluppo di uno strumento multilaterale

L’ultima azione sollecita l’uso di uno strumento multilaterale per apportare modifiche ai trattati, evitando che ciascun Stato debba sottoscrivere ogni volta i trattati bilaterali.

Conclusioni: rischi e prospettive future del progetto Beps

Prevenire e combattere il fenomeno dello “spostamento di profitto e dell’erosione delle basi imponibili” è difficile.

L’integrazione tra i sistemi fiscali è solo il primo passo, ma il cammino verso l’equità fiscale globale è enorme e irto di ostacoli.

Prima di tutto, c’è il rischio che il piano d’azione possa sollecitare un eccesso di normazione nell’ambito degli ordinamenti giuridici dei singoli stati, sobbarcando il contribuente di troppi oneri e adempimenti burocratici per evitare la doppia imposizione.

L’applicazione della legge fiscale diviene sempre più complessa e oscura, questo è un rischio che deve essere evitato!

Se la legge fiscale non è comprensibile, sarebbe compromesso uno dei diritti umani fondamentali, il diritto di difendersi in giudizio nonché quello di far valere i propri diritti e interessi legittimi.

 

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