Come Pagare meno Tasse Personali o Societarie Senza Dover Fuggire all’Estero

Non occorre utilizzare una società offshore localizzata in un paradiso fiscale o in una paese a fiscalità privilegiata per pagare meno tasse.

Tantomeno è consigliabile veicolare i propri redditi o attività patrimoniali attraverso una società di comodo, una società offshore e/o una shell comapany, rischiando così di rasentare l’illegalità e di avere notevoli impedimenti burocratici per abbattere il proprio carico fiscale: da un lato, le norme antiriciclaggio impongono diversi limiti all’operatività dei veicoli societari (società conduit) come l’identificazione del titolare effettivo (vedi misure antiriciclaggio vigenti in Italia); dall’altro, nei paesi dell’area Ocse si è intensificata l’emanazione di norme fiscali antielusive e la stipulazione di accordi internazionali sugli scambi di informazioni fiscali.

Per pagare meno tasse in modo legale ed effettivo basta conoscere gli strumenti che lecitamente offre l’Italia, come la flat tax, il patent box, le deduzioni fiscali per lo sfruttamento delle proprietà intellettuali, il regime forfettario per le nuove partita iva e le agevolazioni startup.

Patent box

Il Patent Box, da molti sconosciuto, è una vera e propria opportunità per le imprese tecnologiche e che detengono o sono titolari di beni immateriali, come un sito internet di valore, un’app, un brevetto ecc.

Si tratta di un pacchetto di agevolazioni fiscali, che consente di ridurre fortemente il livello di tassazione della tua società fino a 1/3 di quello attuale.

Patent box letteralmente vuol dire “scatola dei brevetti”.

In pratica il patent box è una rilevantissima agevolazione fiscale per le startup che detengono proprietà intellettuali e beni immateriali in genere.

Si chiama Patent box, perché si tratta di una misura concepita inizialmente per i soli brevetti. Tuttavia, successivamente, è stata estesa anche ai marchi e alle opere coperte da diritto d’autore, come un’app, un software, un sito web ecc…

È da stupidi non approfittarne.

Il problema è un altro: il più grande limite per iniziare a godere dei benefici previsti dal patent box è la formazione tecnico-professionale di commercialisti e consulenti aziendali, che non avendo mai applicato la normativa ad esso relativa, si trovano spesso impreparati.

L’applicazione del patent box richiede l’interpretazione e la corretta applicazione di diverse normative e circolari dell’Agenzia delle Entrate e non è facile trovare un commercialista che sappia applicarle.

Occorre poi che la tua startup abbia delle spese di ricerca e sviluppo documentate, ma questo non è un problema: sono spese che quasi tutte le startup ordinariamente sostengono.

L’esenzione fiscale concessa dallo Stato italiano è pari al:

  • 30% nel primo anno di applicazione;
  • 40% nel secondo anno;
  • 50% net terzo anno.

Tuttavia, si deve ammettere che molti studi di consulenza fiscale non applicano questa esenzione, perché non sono specializzati e/o preparati tecnicamente, non essendo in grado di attribuire il corretto valore ad un brevetto o ad un asset tecnologico.

Per pagare meno tasse  è importante imparare a calcolare autonomamente l’esenzione del patent box e sottoporla ai propri consulenti fiscali.

In primo luogo, devi sapere che l’agevolazione non riguarda tutto il reddito percepito dalla startup, ma solo una fetta di reddito, che si definisce reddito agevolabile.

Per calcolare il reddito agevolabile è l’Agenzia delle Entrate a darci le istruzioni necessarie.

Ovviamente, per sfruttare l’esenzione e iniziare pagare meno tasse la nostra società deve disporre o essere titolare di asset tecnologici, che possono essere tutelati giuridicamente o brevettati.

Leggi questo articolo per imparare come si calcola il patent box

Flat tax

E’ un regime fiscale vantaggioso che si applica ai soggetti che, congiuntamente:

  • Siano persone fisiche (si tratta di un regime agevolativo non esteso alle società) con redditi prodotti all’estero;
  • Siano soggetti residenti all’estero per almeno 9 anni d’imposta negli ultimi 10,
  • Siano titolari di un reddito molto alto.

Questo regime consente di pagare meno tasse con riferimento alle imposte sui redditi personali. E’ infatti possibile conseguire un notevole risparmio fiscale, pagando una imposte sostituiva forfettaria di euro 100.000 sui redditi di fonte estera.

Quando conviene l’applicazione della flat tax?

Va da sé che l’applicazione del regime fiscale agevolativo denominato flat tax conviene quando l’imposta personale sui redditi prodotti all’estero e da pagare in Italia è superiore alla soglia di euro 100.000.

Senza considerare deduzioni e detrazioni, se esaminiamo le aliquote irpef vigenti che si applicano ai diversi scagioni di reddito, la flat tax risulta conveniente quando il reddito imponibile annuo è superiore ad euro 250.000.

L’opzione flat tax è valida per 15 anni.

In pratica, con l’introduzione della flat tax l’Italia è diventata una sorta di paradiso fiscale offshore per quei soggetti, titolari di ingenti patrimoni e redditi esteri, che trasferiscono la residenza fiscale nel Bel Paese.

 

Regime forfettario

Il regime forfettario è un’agevolazione che consente di pagare meno tasse rispetto all’ammontare delle imposte che sarebbero dovute aprendo una partita iva in regime ordinario.

Per poter rientrare nel regime forfettario e iniziare a pagare un livello inferiore di imposte, l’imprenditore deve rientrare in determinate fasce di reddito; se invece  supera determinate soglie, può optare solo per il regime ordinario di partita IVA.

La Partita iva forfettaria 2017: prevede due tipi di tassazione agevolata:

  • per le nuove partita iva, si applica il regime forfettario startup, che prevede la tassazione agevolata del 5% per i primi 5 anni d’imposta e del 15% a partire dal sesto anno. I contributi INPS incidono invece per il 27% sul reddito di impresa.
  • per le partite iva già avviate, si applica il regime forfettario ordinario con aliquota al 15%.

Coloro che possono optare per il regime forfettario hanno inoltre pochissimi obblighi contabili, potendo beneficiare di importanti semplificazioni.

Per coloro che aspirano a diventare imprenditori, potendo beneficiare del regime forfettario, è consigliabile aprire una partita IVA solo se hanno un volume d’affari almeno pari (o superiore) ad euro 5.000 euro.

Negli altri casi, senza poter beneficiare di regimi agevolati, l’apertura o il mantenimento di una partita IVA è consigliabile solo laddove i guadagni annuali siano superiori agli 8.000 euro (questa è una valutazione che va effettuata caso per caso, con l’assistenza di un consulente).

 

Startup

Per pagare meno tasse è importante conoscere il regime di agevolazioni fiscali riservato alle startup innovative.

Per diventare start up innovativa, l’impresa deve possedere alcuni requisiti previsti dalla legge.

Il riconoscimento di start up innovativa si ottiene con l’iscrizione presso il registro delle imprese – sezione speciale, istituito presso la Camera di Commercio.

I vantaggi principali che si ottengono con l’iscrizione sono:

  • Vantaggi fiscali;
  • Vantaggi sulle assunzioni lavorative (le norme sul lavoro favoriscono l’imprenditore, “il c.d. startupper”, piuttosto che il lavoratore).

I vantaggi fiscali sono di due tipologie diverse:

  • Vantaggi fiscali per l’imprenditore di una start up innovativa;
  • Vantaggi fiscali per chi investe in una start up innovativa (da non trascurare perché è un incentivo per stimolare l’investimento di capitali esterni).

I vantaggi fiscali per l’imprenditore startupper sono:

Società di comodo: Cosa significa?

Le società di comodo sono quelle strutture societarie create per gestire barche, auto, case e altri beni soprattutto di lusso. Sono dette “di comodo” perché fanno comodo all’imprenditore per pagare meno tasse, non avendo come scopo quello di produrre utili.

Tornando alle agevolazioni previste per il regime startup, i vantaggi fiscali per gli investitori sono:

  • Detrazioni fiscali del 19% o 25% per persone fisiche;
  • Detrazioni fiscali del 20% o 27% per le società;

I vantaggi in tema di assunzioni e prestazioni di lavoro:

  • Assunzione: le start up innovative possono stipulare contratti a tempo determinato da 6 a 36 mesi, fino a 4 anni dalla costituzione;
  • Le start up innovative possono pagare collaboratori e professionisti con la formula “work for equity”, cioè offrendo al prestatore o professionista una quota di partecipazione al capitale.

 

Sfruttare le deduzioni sul reddito da Proprietà intellettuale per pagare meno tasse

Proprietà intellettuale e royalties sono due parole che dovresti considerare sia se hai appena costituito una società sia se ne gestisci già una.

Molti imprenditori che operano nel campo dell’economia digitale, ignorano la possibilità di sfruttare strategicamente la loro proprietà intellettuale (marchi, sito web, software, app ecc.).

benefici fiscali derivanti dallo sfruttamento di una proprietà intellettuale, sono notevoli e possono essere conseguiti attraverso l’utilizzo di un contratto di licenza.

Infatti, se intesti ad una persona fisica (te stesso) una proprietà intellettuale (e-book, applicazione mobile, software, marchio, brevetto, ecc.) e stipuli un contratto di licenza con la tua startup, per attribuire alla stessa il diritto di rivendere la tua opera, la legge italiana prevede in favore della persona fisica il diritto ad ottenere una rilevante agevolazione fiscale sulle royalties percepite.

Se non sai cosa sono le royalties te lo spiego immediatamente: sono i canoni pecuniari che si pagano per sfruttare la proprietà intellettuale altrui.

Ebbene, la legge riconosce una deduzione forfettaria, cioè un abbattimento dell’imponibile, pari al:

  •  40% se i canoni sono percepiti da una persona fisica con meno di 35 anni;
  • 25% se i canoni sono percepiti da una persona fisica con un’età pari o superiore ai 35 anni.

L’abbattimento dell’imponibile riguarda la tassazione ai fini dell’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche).

Inoltre, non è tutto!

Sulle entrate percepite dalla persona fisica, non si applica l’IVA.

Questo la maggior parte dei consulenti fiscali non lo sa, pertanto, faresti a bene a ricordarglielo qualora abbia dei dubbi in merito: le entrate derivanti da contratti di licenza percepite da una persona fisica non vanno assoggettare all’Imposta sul Valore Aggiunto.

 

Da come è possibile notare dalla lettura del presente articolo, non è affatto necessario fuggire all’estero per pagare meno tasse, essendo invece opportuno conoscere gli strumenti legali che offre il sistema fiscale italiano.

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