L’Avviso di Garanzia all’Indagato

L’avviso di garanzia è l’atto formale attraverso cui la Procura della Repubblica comunica all’indagato che è sottoposto ad indagine per un determinato reato, mettendolo così nelle condizioni di esercitare il suo diritto di difesa, previsto dalla Costituzione (art. 24 Cost.).

Tuttavia, l’avviso di garanzia è comunicato anche alla persona offesa quando si deve compiere un atto a cui il suo difensore ha diritto di assistere.

L’avviso in questione è definito tecnicamente dal codice di procedura penale come “informazione di garanzia”; l’espressione “avviso di garanzia” è invece utilizzata nel linguaggio giornalistico.

Siccome attraverso la notifica dell’avviso di garanzia l’indagato viene messo al corrente delle indagini in corso a suo carico, va da sé che tale avviso non può essere dato ogni qual volta gli organi inquirenti diano inizio ad indagini penali.

Se un soggetto sapesse di essere sottoposto ad indagini, si adopererebbe, qualora fosse responsabile, di occultare o distruggere le tracce del reato o inquinare le prove a suo carico, procurando un grave pregiudizio alle attività investigative.

Così, ad esempio, un soggetto indagato in relazione allo scambio di materiale pedopornografico, qualora sapesse di essere indagato, cancellerebbe dal suo hard disk i file incriminati, vanificando la possibilità di un sequestro da parte della polizia giudiziaria.

Invece, l’art. 369 del codice di procedura penale prevede che l’indagato e la persona offesa siano destinatarie dell’informazione di garanzia, solo quando devono essere compiuti determinati atti d’indagine, ai quali il difensore ha diritto di assistere (definiti atti garantiti).

Tali atti sono interrogatorio, perquisizione, sequestro, ispezione, confronto, accertamento tecnico irripetibile.

A tal riguardo è importante sottolineare che:

  • per determinate tipologie di atti d’indagine l’avviso di garanzie dev’essere comunicato all’indagato obbligatoriamente prima del compimento dell’atto;

Precisamente, il codice di procedura penale richiede che l’informazione di garanzia sia data al difensore della persona sottoposta alle indagini, con un preavviso di almeno 24 ore (interrogatorio, ispezione o confronto).

  • per altre tipologie di atti, il difensore ha diritto di assistere, senza essere preventivamente preavvisato (es. perquisizioni e sequestri). Essi vengono pertanto definiti “atti a sorpresa”.

L’art. 369 c.p.p. sancisce: «Solo quando deve compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere, il pubblico ministero invia per posta, in piego chiuso raccomandato con ricevuta di ritorno, alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa una informazione di garanzia con indicazione delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto e con invito a esercitare la facoltà di nominare un difensore di fiducia»

 

Il contenuto dell’Informazione di Garanzia

 L’avviso di garanzia deve contenere, a pena di invalidità, alcune informazioni necessarie previste dal codice di procedura penale, quali:

  • L’indicazione delle norme di legge che si assumono violate. Dev’essere quindi comunicato il reato ipotizzato a carico del soggetto, con l’indicazione necessaria e sufficiente degli articoli che lo prevedono.
  • La data e il luogo in cui il reato è stato consumato.
  • L’invito ad esercitare la facoltà di nominare un difensore di fiducia e che, in mancanza, il pubblico ministero (o la polizia giudiziaria delegata dallo stesso) procederà alla nomina di un difensore d’ufficio.

Se per la notifica dell’avviso di garanzia il pubblico ministero ha delegato la polizia giudiziaria, la stessa provvede solitamente a redigere anche il verbale di nomina del difensore di fiducia. A tal fine, viene chiesto all’indagato di comunicare:

  • il nominativo dell’Avvocato da cui intende farsi assistere;
  • l’indirizzo dello studio legale e il relativo numero di telefono.
  • il foro competente.

In mancanza di nomina del difensore di fiducia, il P.M. (o la polizia giudiziaria delegata dallo stesso) procede alla nomina di un difensore d’ufficio.

 

La notifica dell’avviso di garanzia

L’informazione di garanzia viene notificata in busta chiusa (busta verde) trasmessa mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. La procedura di notifica è stabilita proprio dall’art. 369 del codice di procedura penale.

Tuttavia, per garantire un’effettiva conoscenza dell’atto da parte dell’indagato, la Procura, quando ne ravvisi la necessità (art. 369 c.p.p., comma 2), può disporre che l’informazione di garanzia venga notificata ad opera della Polizia Giudiziaria (Polizia o Carabinieri ad esempio) mediante consegna diretta nelle mani dell’indagato, che a tal fine, è identificato mediante un documento di riconoscimento (carta d’identità, ad esempio), attraverso la compilazione, ad opera degli agenti o ufficiali di p.g. di un apposito verbale d’identificazione.

Quali sono i diritti che spettano all’indagato?

Si è scritto che l’informazione di garanzia è un istituto che serve a garantire il diritto di difesa dell’indagato.

All’indagato spettano infatti diritti e facoltà funzionali all’esercizio del suo primario diritto di difesa garantito dalla Costituzione.

Le facoltà dell’indagato sono:

  • presentare memorie e richieste scritte al Pubblico Ministero;
  • produrre documenti;
  • avvalersi delle indagini difensive;
  • depositare documentazione relativa alle investigazioni del difensore;
  • chiedere al Pubblico Ministero il compimento di atti di indagine;
  • presentarsi per rilasciare dichiarazioni;
  • chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio;
  • ha, inoltre, l’obbligo di retribuire il difensore d’ufficio ove non sussistano le condizioni per accedere al patrocinio gratuito a spese dello Stato, con l’avvertimento che, in caso di insolvenza, si procederà ad esecuzione forzata.

Ebbene, anche se non espressamente stabilito dal codice di procedura penale, l’indicazione delle predette facoltà sono solitamente riportate nell’avviso di garanzia ex art. 369 c.p.p..

Ho ricevuto un avviso di garanzia: Cosa devo fare?

Se hai ricevuto un’informazione di garanzia in qualità d’indagato da parte della Procura della Repubblica, le ragioni potrebbero dipendere dal fatto che deve essere compiuto, nel corso di indagini a tuo carico, un atto garantito nei tuoi confronti, come ad esempio una perquisizione, un sequestro.

La sussistenza di indagini presuppone l’esistenza di un procedimento penale, il quale non obbligatoriamente darà origine ad un processo.

Vale a dire che la notifica dell’informazione di garanzia non implica che l’indagato diventi in ogni caso imputato.

L’indagato diviene imputato se allo stesso viene notificato:

  • l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, che è un documento ha lo scopo  di  informare l’indagato che sono state portate a termine indagini nei suoi confronti da parte della Procura della Repubblica, che considera sussistenti i presupposti per iniziare un processo penale.
  • e il decreto di rinvio a giudizio, che è un documento che contiene l’imputazione dei reati per i quali si procede (contiene il c.d. capo d’imputazione).

In ogni caso, a prescindere dall’esito del procedimento, è opportuno che l’indagato nomini un difensore possibilmente di fiducia quanto prima, per sviluppare sin da subito una strategia difensiva.

Non ho ricevuto un avviso di garanzia, ma temo di essere indagato: cosa posso fare?

Se si presume di essere indagati, il codice di procedura penale all’art 335 c.p.p. prevede la possibilità per il soggetto sottoposta ad indagini (e non solo a questo) di chiedere alla Procura, con un’apposita istanza scritta, di essere informato su eventuali iscrizioni nel registro degli indagati vertenti a suo carico.

La Procura, decorsi 20 giorni lavorativi, rilascerà all’interessato una certificazione, che indica il numero del procedimento penale, il titolo di reato per il quale si procede ed il nome del Magistrato al quale è affidato.

Tuttavia, la richiesta ai sensi dell’art. 335 c.p.p. non può essere presentata per tutte le tipologie di reato (è infatti esclusa, ad esempio, per i delitti di criminalità organizzata) e nei casi in cui sussistono esigenze specifiche d’indagine (ad esempio, se nei confronti dell’indagato dev’essere compiuto un atto a sorpresa, lo stesso, sapendo di essere sottoposto ad indagini, eliminerebbe le tracce del reato).

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

About Ce.S.F.I.

Siamo il Ce.S.F.I. (Centro studi sulla fiscalità internazionale), con sede in Milano (MI), via Copernico nr. 38. Per richieste, quesiti e/o collaborazioni, ti invitiamo a lasciarci un messaggio nell'apposita pagina "Contatti".