Società all’Estero per fini di Pianificazione Fiscale: Quali sono i Rischi?

Pubblichiamo i quesiti posti da un imprenditore circa l’apertura di una società all’estero per fini di pianificazione fiscale, evidenziando, nelle risposte date allo stesso, tutti i profili di criticità che potrebbero emergere, dando luogo a possibili violazioni di carattere fiscale.

Buongiorno,

vi scrivo questo messaggio per avere maggiori chiarimenti circa l’apertura di una società all’estero.

Attualmente svolgo due tipi di attività 100% online, senza dipendenti e senza bisogno di una sede fisica. Posso operare e gestire la mia attività dove voglio, come voglio e quando voglio.
Ad oggi i miei fatturati sono bassi, ma con previsioni di crescita per il futuro e quest’anno perderò il regime dei minimi.

Le attività che svolgo sono
1) blog di settore dove vendo infoprodotti e corsi online e offro videoconsulenze in skype
2) attività di lead generation tramite alcuni siti web, con clienti soprattutto italiani al momento
3) ho un contratto con una società israeliana e riceverò royalities per i prossimi 4 anni

Tutto online, l’attività non richiede presenza fisica sul territorio.

La mia idea è questa: aprire una società all’estero o anche più di una, recarmi realmente in loco per gestire l’attività e poi pagare le tasse nello stato dove ho la mia residenza fiscale personale. Probabilmente mi trasferirò anche personalmente all’estero per almeno 1 anno o 2, ma vorrei sapere in ogni caso di poter ritornare in Italia a vivere qualora fosse necessario per qualsiasi motivo ed in tal caso pagare eventualmente in questo caso l’irpef qui, mantenendo però le mie società operanti nel paese dove sono state avviate. Sto valutando anche di assumere una persona nel caso in cui apra la società in Romania ma non vorrei essere vincolato a questa decisione.

Quindi le mie domande principali sono queste:

SOCIETA’ ESTERA LEGALE (Malta, Romania, Uk, ecc.)
– posso da cittadino italiano aprire una società all’estero, realmente amministrata e gestita all’estero e pagare quindi la corporate tax all’estero e l’Irpef in Italia (se risiedo in Italia) senza incorrere in esterovestizione?
– quali sono le cose che assolutamente non devo fare con questo tipo di business se non voglio farmi contestare tale reato? (ad esempio: posso avere un venditore in Italia?)
– quali sono le cose che dovrei fare per fare questa cosa nella legalità? (ad esempio: devo avere per forza un ufficio permanente in tale paese?)
– devo per forza disporre di un luogo fisso dove svolgere l’attività a Malta o posso avere una sede legale fissa e poi affittare un appartamento per il tempo in cui sto li ed il resto del tempo dove andrò a stare?
– un sito web .it solo per il fatto di avere dominio italiano, può essere considerato “stabile organizzazione”?

SOCIETA’ ESTERA LEGALE (Svizzera)
– nel caso in cui decida di aprire una SAGL in Svizzera, con ufficio e amministratore CH, avrei un contratto di lavoro con la mia società Svizzera con regime da transfrontaliere. Questo è perfettamente legale e sono al riparo da qualsiasi problema? Se disponessi di due appartamenti (ad esempio uno a Como e uno a Milano) e stessi un po da una parte e un po dall’altra, potrebbero contestarmi la residenza effettiva a Milano? Quali rischi si corrono affidando la propria società ad un amministratore fiduciario?

RESIDENZA FISCALE PERSONALE ESTERO
– se oltre ad aprire la società, prendessi anche la residenza fiscale all’estero (ad esempio a Malta), per essere nella legalità posso stare ad esempio 3 mesi a Malta, 3 in Uk, 1 in Spagna e 5 in Italia?

SOCIETA’ IN ITALIA CON DELOCALIZZAZIONE DI UNA PARTE DELL’ATTIVITA’ ALL’ESTERO
– se invece aprissi una SRL in Italia, delocalizzando una buona parte delle attività ad una mia società estera, questo sarebbe fattibile e legale? Ad esempio SRL Italiana prende clienti per campagne di marketing con budget pubblicitario e budget di gestione e dopo aver trattenuto una commissione del 10% per l’acquisizione del cliente, affida il servizio di gestione delle campagne pubblicitarie in outsourcing alla mia società estera (con ufficio e impiegato) che gestisce le campagne e fattura la consulenza alla mia società italiana. E’ legale? In quali problematiche posso incorrere?

Ecco la risposta ai quesiti posti dal lettore:

SOCIETA’ ESTERA LEGALE (Malta, Romania, Uk, ecc.)

– posso da cittadino italiano aprire una società all’estero, realmente amministrata e gestita all’estero e pagare quindi la corporate tax all’estero e l’Irpef in Italia (se risiedo in Italia) senza incorrere in esterovestizione?
Si, è tecnicamente possibile, ma occorre adottare diversi accorgimenti al fine di provare all’Amministrazione finanziaria che l’attività di amministrazione venga effettuata nello Stato estero:
– presenza di una sede fisica estera ove siano presenti i libri sociali e contabili (la sede non deve coincide con un “mero recapito” come nel caso della stipula di un contratto di domiciliazione presso un professionista all’estero);
– tenuta all’estero (con relativa formazione dei relativi verbali) del libro del Consiglio di Amministrazione;
– conservazione dei biglietti aerei (da opporre eventualmente all’amministrazione finanziaria in caso di accertamento)
– altre prove documentali
– quali sono le cose che assolutamente non devo fare con questo tipo di business se non voglio farmi contestare tale reato? (ad esempio: posso avere un venditore in Italia?)
L’esterovestizione non è un reato. Potrebbe esserlo l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi qualora l’imposta evasa sia superiore ad Euro 50.000.
Avere un venditore in Italia non integra l’ipotesi di estrovestizione, bensì, al ricorrere di determinati presupposti, di “stabile organizzazione personale occulta”.
– quali sono le cose che dovrei fare per fare questa cosa nella legalità? (ad esempio: devo avere per forza un ufficio permanente in tale paese?)
Come già detto, gli accorgimenti sono numerosi; una parte di essi, sono quelli indicati nella risposta alla prima domanda. 
– devo per forza disporre di un luogo fisso dove svolgere l’attività a Malta o posso avere una sede legale fissa e poi affittare un appartamento per il tempo in cui sto li ed il resto del tempo dove andrò a stare?
Deve avere una sede amministrativa nel paese estero, quindi, uno spazio idoneo ad ospitare una sede amministrativa di un’impresa.
– un sito web .it solo per il fatto di avere dominio italiano, può essere considerato “stabile organizzazione”?
Sul punto in passato la giurisprudenza tributaria era alquanto incerta.
Tuttavia la risposta è un “no” secco!
 
Specificamente, il comma 5 dell’art. 162 del TUIR affronta il problema della definizione della stabile organizzazione nell’ambito del commercio elettronico, che verrebbe a configurarsi in virtù della disponibilità di un server o di un sito internet. 
 
L’articolo in questione, chiarendo un controverso aspetto della disciplina fiscale sul commercio elettronico, ha precisato che non costituisce di per sé stabile organizzazione (permanent establishment) la disponibilità a qualsiasi titolo di elaboratori elettronici e relativi impianti ausiliari che consentano la raccolta e la trasmissione di dati ed informazioni finalizzati alla vendita di beni e servizi. Rientrerebbero nell’ambito di applicazione di tale disposizione normativa tanto il server che supporta un sito internet, quanto lo stesso sito web. Tuttavia l’OCSE (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), prendendo le mosse dall’inidoneità dell’attuale normativa fiscale nazionale ed internazionale di attrarre a tassazione i proventi derivanti dall’economia digitale, sta provvedendo ad elaborare una serie di principi volti ad imporre la tassazione alla fonte degli e-commerce (Source-Based Income Taxation). In virtù del principio “source-based income” un’impresa che vende beni e servizi tramite web non è soggetta a tassazione nel Paese in cui ha la residenza fiscale “residence country”, bensì nel Paese in cui ritrae la maggior parte del suo reddito “source country”.
 

SOCIETA’ ESTERA LEGALE (Svizzera)

– nel caso in cui decida di aprire una SAGL in Svizzera, con ufficio e amministratore CH, avrei un contratto di lavoro con la mia società Svizzera con regime da transfrontaliere. Questo è perfettamente legale e sono al riparo da qualsiasi problema? Se disponessi di due appartamenti (ad esempio uno a Como e uno a Milano) e stessi un po da una parte e un po dall’altra, potrebbero contestarmi la residenza effettiva a Milano? Quali rischi si corrono affidando la propria società ad un amministratore fiduciario?
Potrebbe esservi una “presunzione di residenza” della società svizzera in Italia e presentarsi un problema di esterovestizione per interposta persona.
Inoltre, praticando questa ipotesi potrebbero emergere tante problematiche applicative.

RESIDENZA FISCALE PERSONALE ESTERO

– se oltre ad aprire la società, prendessi anche la residenza fiscale all’estero (ad esempio a Malta), per essere nella legalità posso stare ad esempio 3 mesi a Malta, 3 in Uk, 1 in Spagna e 5 in Italia?
Si, è possibile. Puoi fare il test sulla residenza fiscale, elaborato dal sottoscritto, attraverso il foglio di calcolo che trovi a questo indirizzo.

SOCIETA’ IN ITALIA CON DELOCALIZZAZIONE DI UNA PARTE DELL’ATTIVITA’ ALL’ESTERO

– se invece aprissi una SRL in Italia, delocalizzando una buona parte delle attività ad una mia società estera, questo sarebbe fattibile e legale? Ad esempio SRL Italiana prende clienti per campagne di marketing con budget pubblicitario e budget di gestione e dopo aver trattenuto una commissione del 10% per l’acquisizione del cliente, affida il servizio di gestione delle campagne pubblicitarie in outsourcing alla mia società estera (con ufficio e impiegato) che gestisce le campagne e fattura la consulenza alla mia società italiana. E’ legale? In quali problematiche posso incorrere?
E’ legale, si.Tuttavia potrebbe quasi certamente incorrere in una problematica di transfer price. 
Da come si è potuto verificare dalle risposte ai quesiti, l’analisi del caso dev’essere condotta in maniera molto più approfondita da esperti di pianificazione fiscale internazionale.

 

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