Società di trading offshore: quali sono i rischi?


Aprire una società di trading offshore è conveniente?

Molti traders italiani, per conseguire un risparmio fiscale, svolgono la loro attività d’investimento su forex, aprendo una società di trading.

Le società di trading sono quasi sempre costituite all’estero, sotto forma di società off-shore, localizzate nei c.d. paradisi fiscali.

Le società offshore di trading su forex scontano una tassazione nulla, ed è proprio questa caratteristica che li rende attrattive per i traders, che possono abbattere la tassazione sui capital gain delle persone fisiche.

Pubblichiamo alcune mail ricevute da soggetti che fanno trading, nella speranza di far luce sui possibili rischi derivanti dall’utilizzo di veicoli offshore per fare attività di trading di valute su Forex.

società di trading

Mail n. 1 -> Utilizzare una società offshore per fare trading

“Salve,

da 3 anni faccio trading on-line su forex e vivo in Italia,

per risparmiare sulle tasse (capital gain + tobin tax), mi è stata proposta la possibilità di aprire una società offshore (international business company) nelle Seychelles. Quali rischi posso correre se apro un international business company in uno di questi Stati?

Grazie in anticipo per la cortese risposta,”

Risposta

“Gentile lettore,

le International business company sono un veicolo societario molto diffuso per fare attività di trading on-line e non solo.

Si tratta di società offshore che, potendo operare solo al di fuori del paese in cui vengono incorporate, scontano una tassazione pari a zero.

Possono essere costituite in una delle seguenti giurisdizioni: Seychelles, Belize, Nevis, o Gambia.

Il meccanismo è semplice: si costituisce una società o si acquista una shell company già pronta all’uso, con amministratore fiduciario (c.d. nominee).

Tuttavia, il problema relativo alla costituzione di una società di trading offshore da parte di un soggetto residente in Italia è che i vantaggi fiscali possono essere conseguiti solo se il contribuente italiano sottace al fisco il controllo della società.

Infatti in Italia esistono diverse norme antielusive di carattere fiscale (esempio: CFC rule, dividendi black list) che rendono la tassazione molto più gravosa di quella cui il contribuente sarebbe assoggettato avviando un’impresa in Italia.

Attenzione però: non si tratta di sanzioni, bensì solo di norme che penalizzano il ricorso a veicoli offshore.

In sostanza: aprire una società offshore in un paradiso fiscale in  black list, per fare attività di trading su forex, è legale, ma non è conveniente.

Sarebbe economicamente conveniente, qualora il contribuente omettesse di segnalare al fisco i redditi derivanti dall’impresa offshore e eludesse le norme sul monitoraggio fiscale circa la titolarità di un ente offshore.

Tuttavia, si tratta di vera e propria evasione fiscale.

Di conseguenza, qualora il contribuente fosse scoperto dal Fisco, sarebbe sottoposto a durissime sanzioni, anche di carattere penale.

Pertanto, la strada da percorrere per fare trading su forex, non è certamente quella di aprire un’impresa offshore in un paradiso fiscale.”

Ecco la seconda mail…

Mail n. 2 -> Residenza fittizia a Malta per fare trading

“Buongiorno, da molti anni faccio trading come privato cittadino in regime fiscale amministrato.
Premesso: non ero milionario, non lo sono diventato e non lo diventerò mai.
Ho iniziato per arrotondare lo stipendio… adesso è molto più dello stipendio.
Guadagno regolarmente il 4% netto al mese, nel senso che appena raggiungo il 4% mi fermo e se ne riparla il primo del mese successivo.
Di questo 4%:

  • 3% lo tengo come guadagno da spendere o da tenere sul conto corrente per future spese
  • 1% lo rimetto sul conto trading per aumentare capitale investito e di conseguenza reddito mensile da trading

Siamo passati da una tassazione del 12,5% al 26% attuale, più la Tobin Tax dello 0,1 % sul capitale investito; questo per dire che per avere un 4% netto devo fare circa il 6% col trading.
Mi sto informando per capire se c’è un modo legale di pagare meno tasse o comunque poter scalare certe spese.
Tra le varie consulenze ricevute quelle sensate sono 2:

  • Ottenere la residenza fiscale a Malta, aprire un conto corrente in Italia in regime dichiarativo -> no tasse su capital gain di privati
  • Aprire una Ltd a Londra con conto corrente in Svizzera -> qui il discorso tasse è più complicato ma comunque si risparmia parecchio

Il punto è che per entrambi i casi devo vivere fuori dall’Italia per più di 183 giorni e comunque se ho famiglia in Italia o dei beni quali casa non in affitto, il Fisco potrebbe avere da ridire….
Volevo sapere se c’è un altro modo legale per pagare meno tasse.”

Risposta

“Buongiorno,

Passare da una tassazione del 12,5% al 26% attuale, più la Tobin Tax dello 0,1 % non è facile da digerire.

Occorre però considerare che acquisire una residenza estera fittizia rappresenta un’ipotesi di esterovestizione delle persone fisiche (da evitare assolutamente!!!).

Per quando riguarda invece l’apertura di una società di trading all’estero per conseguire un risparmio fiscale  va precisato che:

  • una società estera localizzata in un regime fiscale “leggero” può essere amministrata anche dall’Italia, senza incorrere nell’esterovestizione e non essendo obbligato a vivere fuori dall’Italia per più di 183 giorni.
  • purché l’attività di amministrazione venga effettivamente svolta all’estero, in ottemperanza alle linee guida osce.

Il punto è che se lei vive in Italia per almeno 183 giorni è automaticamente considerato dal fisco come un soggetto irpef e quindi deve dichiarare in Italia i dividendi distribuiti dalla società estera.

Tuttavia, un grande vantaggio delle persone fisiche è che i dividendi sono tassati per “cassa” e non  per “competenza”, scontando la tassazione solo se (e nel momento in cui) vengono distribuiti. In sostanza, la tassazione è rimandata al momento in cui vi è la delibera di distribuzione dei soci.

Per quanto concerne la tassazione della società, vi sono diversi paesi europei che prevedono una tassazione bassa o nulla sui redditi da capital gain: è possibile aprire una holding ne paesi bassi o meglio una holding belga, purché siano rispettate le leggi fiscali italiane.

Può sfruttare lecitamente questa possibilità, che unitamente al vantaggio circa la tassazione per cassa dei dividendi, può utilizzare per rimandare la tassazione ad un momento successivo.

Oppure invece di distribuire gli utili (non ha l’obbligo), può impiegarli per altri scopi, – che in questa sede non è possibile elencare – purché si operi nell’ambito della liceità.

Spero che la risposta le sia utile,

Cordiali Saluti”.

Forex trading con srl? È conveniente?

Dopo l’analisi dei quesiti dei 2 forex trader, sfatiamo un altro mito alquanto diffuso.

Su alcuni forum su internet è dibattuta la convenienza o meno di aprire una società srl per fare trading su forex.

Ebbene costituire una srl per fare “proprietary trading” non è di certo una soluzione conveniente. La persona fisica sarebbe assoggettata ad una doppia imposizione: prima come società (ires+irap), in seguito come persona fisica (irpef).

 

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