Chiudere una SRL ed evitare Problemi Fiscali


Come si chiude una srl?

In quest’articolo trattiamo della chiusura di una srl, o meglio della procedura formale da seguire per la cessazione dell’attività di una società a responsabilità limitata per evitare problematiche fiscali.

Ho scritto quest’articolo prendendo spunto da una consulenza:

Un amministratore unico di una srl si è presentato presso lo studio per capire come cessare l’attività senza avere problemi fiscali e burocratici.

Caio (nome di fantasia) è titolare di un’impresa a gestione familiare, che lo stesso gestisce solo sulla carta. Il vero dominus dell’attività d’impresa è il padre di Caio, il quale ha rapporti con i clienti e con i fornitori, ha la gestione finanziaria dell’impresa, dà ordini e direttive ai dipendenti ecc.

Il padre di Caio però ha commesso delle gravi irregolarità nella gestione:

  • non ha versato contributi inps (di Caio e dei dipendenti),
  • non ha operato le ritenute fiscali;
  • non ha tenuto la contabilità aziendale;
  • non ha presentato la dichiarazione dei redditi e IVA;
  • non ha osservato le norme in materia di sicurezza sul lavoro.

Insomma, la chiusura della srl era un’ipotesi imprescindibile.

Chiusura srl mediante messa in liquidazione

Chiudere una srl non è un’operazioni semplicissima.

Bisogna anzitutto capire a chi sono intestate le quote societarie.

Se l’amministratore unico della srl è anche proprietario della partecipazioni societarie, o ne ha la maggioranza (semplice o qualificata), la chiusura della società può avvenire mediante la messa in liquidazione.

Mettere in liquidazione vuol dire, come suggerisce la parola, far diventare liquidi (trasformare in denaro) tutti i beni della società attraverso la vendita degli stessi.

A tal fine occorre un’apposita delibera di messa in liquidazione da parte dei soci, con contestuale nomina di un liquidatore, che avrà il compito di gestire la procedura.

Nel caso di Ciao, avendo lo stesso la titolarità delle quote, sarebbe bastata la convocazione formale dell’assemblea dinanzi ad un notaio e procedere con la liquidazione.

Tra l’altro, esiste anche una procedura per chiudere una srl senza notaio, di cui vi parlerò nel  prosieguo dell’articolo.

Dimissioni dell’amministratore

Se l’amministratore unico, nel nostro caso Caio, non avesse avuto la titolarità delle quote societarie necessarie per procedere con la liquidazione, avrebbe dovuto optare per le dimissioni.

L’amministratore di una srl può rassegnare le dimissioni in qualsiasi momento della vita della società, anche nel caso in cui la sua carica non sia a tempo indeterminato, bensì temporanea a scadenza.

Gli amministratori di società a responsabilità limitata, infatti, possono rinunciare al proprio incarico senza vincoli temporali, non essendo legati da un contratto di lavoro.

Pertanto, anziché chiudere la srl mediante la messa in liquidazione, l’amministratore unico che intende abbandonare la sua carica, per non avere responsabilità giuridiche e fiscali, può recapitare una lettera di dimissioni ai soci.

Egli sarà responsabile solo per il tempo in cui ha amministrato la società.

Come vi accennavo poc’anzi, le dimissioni di amministratore srl si rassegnano a mezzo lettera raccomandata, in cui si esprime la propria manifestazione volontà di rassegnare le dimissioni e il termine fino a quando si rimarrà in carica per la continuare la gestione ordinaria dell’impresa.

Le modalità per dare le dimissioni sono 2, differendo a seconda che sia presente un consiglio di amministrazione o meno.

  • Nel caso sia presente un consiglio di amministrazione, la lettera di dimissioni da amministratore srl va notificata al consiglio di amministrazione, che convocherà l’assemblea per la nomina di un nuovo amministratore o porrà in essere una procedura di cooptazione (a norma e nei limiti dello statuto).
  • Nel caso sia presente un amministratore unico, questi dovrà convocare l’assemblea dei soci, fissando come ordine del giorno “dimissioni amministratore” ed eventuale “nomina di nuovo amministratore unico”.

In tale contesto, l’amministratore esibirà ai soci la lettera raccomandata A/R inviata alla società con cui ha rassegnato le dimissioni.

Se le dimissioni dell’amministratore uscente vengano accettate da parte, a seconda dei casi, del consiglio di amministrazione e/o dall’assemblea dei soci, la cessazione dall’incarico può avere effetto immediato.

L’amministratore deve pertanto restituire tutti i beni e i documenti (compresi i libri contabili) alla società, dandone atto attraverso la redazione di un verbale.

Il verbale relativo alla consegna della documentazione riveste un’importanza fondamentale, perché se sono stati compiuti degli illeciti come, ad esempio, la bancarotta fraudolenta documentale, si può essere in grado di dimostrare di aver consegnato i documenti alla società, senza aver responsabilità nel caso in cui non fossero stati rinvenuti.

Se le dimissioni siano state rifiutate o vi siano ritardi da parte del consiglio di amministrazione o dell’assemblea nel procedere alla nomina di un nuovo amministratore, si può presentare un’istanza la Tribunale per la nomina di un amministratore giudiziale.

Scarica qui una lettera di dimissioni di amministratore di srl.

Resta ferma, in ogni caso, la possibilità da parte dei soci di optare per la chiusura della srl, attraverso la messa in liquidazione, e cessare l’attività d’impresa in qualsiasi momento.

La responsabilità dell’amministratore di una srl

I motivi più ricorrenti per cui si procede a chiudere una srl (o darne le dimissioni da amministratore) sono legati a problematiche relative alla gestione societaria.

Nel caso di Caio è stato appurato come lo stesso sia stato soltanto l’amministratore di diritto della società, non avendo mai compiuto direttamente o indirettamente alcun atto di gestione.

Era il padre di Caio che gestiva di fatto la società (amministratore di fatto), mentre suo figlio era un semplice prestanome.

Come già spiegato in quest’articolo: Prestanome, ecco i rischi per una testa di legno

il fatto che Caio fosse solo ed esclusivamente un prestanome non lo esonera dalle responsabilità giuridiche (civili, penali ed amministrative) per le irregolarità commesse nella gestione dalla società da parte del padre.

Se sono stati commessi reati fiscali (occultamento o distruzione dei libri contabili), reati fallimentari (es. bancarotta fraudolenta), reati e illeciti relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro (responsabilità per danni ai dipendenti) ne risponderà in primis Caio, cioè la persona fisica che da visura camerale risulta come amministratore unico della società.

In sostanza, se dal Registro delle Imprese Caio risulta come amministratore unico, sarà egli il primo responsabile.

Il padre di Caio, che ha invece di fatto gestito l’impresa, potrà cavarsela senza conseguenze giuridiche, a meno che non venga fornita prova che era costui a gestire l’impresa e che Ciao altro non era che una testa di legno.

Tuttavia, anche se viene dimostrato che Ciao sia una testa di legno, permane sullo stesso la responsabilità giuridica per non aver vigilato sull’operato del padre.

Infatti, gli amministratori hanno precisi obblighi di vigilanza e controllo sulla società imposti dalla legge (ar. 2392 c.c.).

Nel caso in cui tali obblighi siano stati omessi, si potrebbe essere chiamati a rispondere di eventuali illeciti penali, nelle forme del reato omissivo improprio, rispondendo a titolo di concorso per omesso impedimento dell’evento (art. 40 comma 2 c.p.).

La domanda da porsi in questi casi è:

è sufficiente procedere a chiudere la srl o a rassegnare le dimissioni da amministratore, per non essere chiamati a rispondere degli illeciti compiuti nel corso della gestione societaria?

Questa era anche la questione fondamentale su cui verteva la consulenza e a cui Caio desiderava una risposta esauriente.

La risposta è ovviamente negativa.

Chiudere la società per evitare problemi fiscali o penali

Chiudere la srl non ripara l’amministratore dalle conseguenze di illeciti e da violazioni fiscali o penali pregresse, compiute nel corso della sua gestione societaria.

A questo punto Caio era desideroso di capire:

“Fino a quando si risponde?”

In altre parole, quando tempo ha a disposizione lo Stato  per venirmi a cercare e per farmela pagare?

Per le irregolarità amministrative commesse dal 1° gennaio 2016 il Fisco ha 5 anni di tempo, che decorrono dal momento della presentazione della dichiarazione dei redditi o iva.

In altre parole, l’Agenzia delle Entrate può accertare le violazioni fiscali, a pena di decadenza, entro 5 anni dal momento in cui la dichiarazione fiscale è stata presentata. (Nota: In passato, il potere di accertamento decadeva in 4 anni!).

Se non lo fa in tempo? problemi suoi!

Se invece ho commesso un reato fiscale, gli anni diventano 7 per il Fisco, mentre il giudice penale ha 7 anni  e mezzo per evitare la prescrizione (6 anni ordinari + 1,5 anni per interruzioni o sospensioni).

Chiudere una srl senza notaio

Così come si può aprire una srl senza notaio si può anche chiudere una srl senza notaio.

Nel caso in cui s’intenda procedere con l’estinzione della società attraverso una messa in liquidazione volontaria da parte della maggioranza dei soci, il notaio è obbligatorio.

Tuttavia, l’intervento di un notaio è facoltativo quando si verifica lo scioglimento della società per una delle seguenti cause:

  • impossibilità di funzionamento o dalla reiterata mancanza di attività da parte dell’assemblea;
  • dichiarazione di nullità della stessa società,
  • la riduzione del capitale al di sotto del minimo legale (fatta salva la previsione degli articoli 2447 e 2482-tercodice civile);
  • l’impossibilità di liquidare la quota del socio receduto;
  • per deliberazione dell’assemblea e per le altre cause previste dall’atto costitutivo e dallo statuto.

In tali casi basta la delibera assembleare che dia atto della causa di scioglimento.

Lo scioglimento e la liquidazione “semplificata”, cioè senza l’intervento di un notaio, è una procedura che può effettuare l’amministratore unico o il presidente del consiglio di amministrazione, attraverso la compilazione del modello S3, firmato digitalmente, e trasmesso alla Camera di Commercio territorialmente competente.

Il perfezionamento della procedura prevede il deposito dei bilanci finali di liquidazione, la registrazione del piano di riparto, e la presentazione dell’istanza di cancellazione dal registro delle imprese.

Chiudere la partita iva

Se anziché essere rappresentanti di una società da voler chiudere o da cui s’intende rassegnare le dimissioni, si è invece titolari di una ditta individuale, per cessare l’attività basta chiudere la partita iva.

Per la chiusura del numero di partita iva, basta compilare il modello AA9/12 e presentarlo ad un qualsiasi ufficio entro 30 giorni dalla data di cessazione dell’attività con le stesse modalità previste per l’inizio attività. L’operazione è gratuita.

Con questo è tutto.

Ultima precisazione: è bene ribadire che la procedura per chiudere una srl o una partita iva protegge l’amministratore da problematiche fiscali e legali che si presenteranno in futuro.

Ma ricorda una cosa fondamentale: anche se si provvede a chiudere la società o il numero di partita iva della ditta, l’amministratore (o il titolare) continuerà ad avere la responsabilità per le irregolarità commesse nel corso della sua gestione.

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