(Italiano) La Società Fiduciaria, Cos’è e Per Quale Scopo Viene Impiegata?


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Che cos’è una società fiduciaria?

Le società fiduciarie sono imprese che si occupano di amministrare i beni conferiti da un soggetto, persona fisica o giuridica, secondo le prescrizioni da questi impartite.

A tal fine, il soggetto, definito fiduciante, trasferisce la titolarità di determinati diritti, ad es. beni mobili, immobili, quote di partecipazione in società, eredità e così via, in favore della società fiduciaria, che si limita ad amministrarli secondo le disposizioni contenute in un accordo tra le parti (pactum fiduciae).

Le società fiduciarie non diventano proprietarie dei beni e diritti a loro affidati, ma attuano una netta separazione tra il patrimonio gestito in favore del soggetto fiduciante e quello proprio della società fiduciaria.

In questo modo i beni ed i diritti trasferiti alle società fiduciarie sono sottratti alle azioni dei creditori di tali società rimanendo quindi soggetti alle sole azioni dei creditori del fiduciante.

Tuttavia, per i creditori del soggetto fiduciante, non è per niente agevole individuare i beni che il soggetto debitore detiene per il tramite di società fiduciaria, in virtù del principio del segreto fiduciario.

Per ali ragioni, le società fiduciarie, insieme ai trust e al fondo patrimoniale, sono istituti utilizzati per la pianificazione patrimoniale.

Implicazioni del segreto fiduciario

Caratteristica fondamentale del rapporto fiduciario è quindi il segreto fiduciario.

Nella pratica degli affari il principio del segreto fiduciario esplica diversi effetti sui creditori:

Il limite maggiore è l’impossibilità di individuare dall’esame dei documenti pubblici, dei registri pubblici e delle visure camerali e catastali, il nominativo del titolare del bene e del titolo conferito nella società fiduciaria. Come riferimento del titolare si rinviene la sola indicazione dell’ente fiduciario.

Se si considera di essere un creditore di una persona fisica che presumibilmente, sulla base di un sospetto, detenga, per il tramite di una società fiduciaria, quote di partecipazioni in distinte società, al fine di individuare l’effettiva titolarità delle quote, a ben poco servirebbe effettuare una visura camerale dell’impresa.

Per risalire all’identità del fiduciante e recuperare i crediti vantati verso costui, si devono esaminare 2 casi diversi:

  • società fiduciaria residente in italia, nell’ambito di un territorio dell’Unione Europea o in un territorio in cui è stato stipulato un accordo di mutua assistenza amministrativa in materia fiscale (per crediti fiscali) o un accordo di cooperazione in materia di pignoramento ed esecuzione forzata internazionale (per crediti privati);
  • società fiduciaria residente in un territorio di uno Stato, con cui non sono stati stipulati accordi di mutua assistenza amministrativa in materia fiscale con l’Italia né accordi di cooperazione in materia di pignoramento ed esecuzione forzata internazionale (per crediti privati);

Nel primo caso:

– il creditore potrà esperire la procedura del pignoramento nazionale o internazionale presso terzi, se lo stesso è un creditore privato del fiduciante;

– per i crediti di natura fiscale, l’Amministrazione finanziaria creditrice potrà esperire i poteri di accertamento nei confronti della società fiduciaria, richiedendo alla stessa dati e notizie sull’identità del soggetto fiduciante.

Nel secondo caso gli sforzi dei creditori privati e  dell’amministrazione finanziaria di far valere le loro ragioni, potrebbero arenarsi inesorabilmente.

Società fiduciarie: fonti normative

Le società fiduciarie e di revisione sono disciplinate dalle seguenti fonti:

  • legge n. 1966 del 1939, recante la “Disciplina delle società fiduciarie e di revisione”.
  • Regio Decreto 22 aprile 1940, n. 531, recante “Norme per l’attuazione della legge 23 novembre 1939, n. 1966, circa la disciplina delle società fiduciarie e di revisione”.
  • M. 16 gennaio 1995 (emanato dal Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato), che specifica i requisiti necessari all’esercizio dell’attività fiduciarie e detta le disposizioni di vigilanza.

Differenze tra fiduciaria “statica” e “dinamica”

La normativa italiana opera una distinzione tra società fiduciarie statiche e società fiduciarie dinamiche.

Le società fiduciarie statiche sono quelle società che svolgono le seguenti attività:

  • l’amministrazione di beni per conto di terzi;
  • l’organizzazione e la revisione contabile di aziende;
  • la rappresentanza dei portatori di azioni e di obbligazioni.

 Le società fiduciarie dinamiche sono quelle società a cui è riservata la gestione di patrimoni mobiliari individuali.

Le società fiduciarie dinamiche devono essere iscritte nella sezione speciale dell’albo delle società di intermediazione mobiliare (SIM) di cui all’art. 20 del TUIF.

Esse hanno lo scopo di valorizzare il patrimonio conferito dal cliente, attraverso l’effettuazione di una serie di operazioni di gestione dei beni volti ad ottenere il miglior rendimento possibile..

Le attività tipiche delle società fiduciarie “statiche”

L’amministrazione di beni e patrimoni e la rappresentanza della clientela (azionisti/obbligazionisti)

Le più diffuse operazioni di amministrazione effettuate dalle società fiduciarie statiche sono:

  • l’amministrazione di beni immobili, di beni mobili e patrimoni misti (mobili e immobili), comprendendovi eredità, donazioni, i beni di fondazioni, i fondi di quiescenza del personale dipendente, i fondi di previdenza di associazioni e di ordini professionali;
  • l’amministrazione in nome della fiduciaria, ma per conto dei propri fiducianti, di titoli e valori mobiliari in genere.
  • la costituzione in pegno o cauzione a nome della società fiduciaria, ma per conto altrui, di titoli, libretti di risparmio e valori in genere, a garanzia di operazioni bancarie e finanziarie;
  • la funzione da parte della società fiduciaria di “trustee” ovvero quella di “protector” in trust;
  • la rappresentanza e la tutela dei diritti personali e patrimoniali di azionisti di risparmio e di obbligazionisti, sia in virtù di mandati individuali o collettivi, sia in conformità alle norme di legge sulla nomina del rappresentante comune di siffatte categorie di portatori di titoli di credito;
  • l’espletamento di incarichi per conto delle società ed enti emittenti per deposito di azioni ed obbligazioni ai fini assembleari, per il pagamento dei dividendi e delle cedole, per il rimborso di obbligazioni ai fini assembleari, nonché per ogni altra operazione disposta dall’emittente sui propri valori mobiliari;
  • la custodia dei valori mobiliari inclusi in sindacati di blocco di azioni, ossia interventi atti a garantire che nessuno degli azionisti riuniti in sindacato abbia a vendere le proprie azioni per un certo periodo, ovvero le venda, ma solo a certe condizioni, ad esempio, agli altri partecipanti al sindacato, ad un determinato prezzo, o anche, ad un prezzo da determinarsi anche a cura della stessa fiduciaria;
  • l’attuazione dei sindacati di voto, ossia degli accordi che impegnano i soci a votare in un determinato modo nelle assemblee, agendo la fiduciaria quale comune mandatario irrevocabile per un certo periodo di tempo, con rappresentanza (e cioè in virtù di semplice girata per procura apposta sul titolo al mandante), o senza rappresentanza, ossia in forza di intestazione fiduciaria.

 

L’attività di revisione aziendale e di organizzazione

L’attività di revisione ed organizzazione aziendale consiste nel porre in essere consulenza esterna finalizzata alla risoluzione di problematiche contabili ed amministrative di enti e società.

I principali servizi erogati sono:

  • lo studio e l’assistenza per la costituzione e l’impianto delle strutture contabili ed amministrative di imprese, enti e società di qualsiasi tipo; per operazioni sul capitale e per ogni altro atto della vita delle imprese, enti e società aventi implicazioni amministrative e contabili;
  • l’assistenza nella ristrutturazione della contabilità e dell’amministrazione di aziende in crisi, o in fase di sviluppo;
  • la revisione di conti e partite attive e passive;
  • le valutazioni di aziende e di patrimoni, anche in collaborazione con periti designati da terzi ed in particolare dall’Autorità giudiziaria (ad esempio nelle ipotesi di conferimenti in società di beni in natura, ovvero di fusioni societarie comportanti il concambio di azioni);
  • l’esame e la revisione privatistica dei bilanci ed altri rendiconti finanziari in relazione ad acquisizioni, concentrazioni e fusioni di società ed aziende, di concessioni di credito e finanziamenti, nonché in vista di cessioni, anche al pubblico, di pacchetti azionari;
  • lo studio e l’assistenza nella realizzazione di particolari combinazioni aziendali e societarie (concentrazioni, scorpori, fusioni, scissioni, cessioni ed acquisizioni di aziende o di rami di attività) sotto il profilo organizzativo, amministrativo e contabile, provvedendo, se del caso, all’adempimento delle prescritte formalità, anche avvalendosi di professionisti particolarmente qualificati;
  • la formazione e l’aggiornamento professionale collettivo, sia attraverso gruppi di studio e di lavoro, quali incontri-dibattiti e giornate di studio.

 

L’autorizzazione all’esercizio dell’attività di fiduciaria

Per svolgere la propria attività (fiduciaria e di revisione), è necessario richiedere, a cura del rappresentante legale della società, un’apposita autorizzazione da emanare con decreto ministeriale del Ministero dello Sviluppo Economico e con il parare favorevole del Ministero di Giustizia, verificati i requisiti richiesti dal R.D. n. 531/1940 e dal D.M. 16 gennaio1995.

In sintesi:

  • la domanda va corredata con:

–      copia dell’atto costitutivo e dello statuto[1]

–      copia dell’ultimo bilancio approvato[2]

–      l’oggetto sociale[3]

  • la società costituita sotto forma di società di capitali deve attestare di avere interamente versato il capitale sociale e che lo stesso sia tuttora esistente. Almeno 258,23 euro devono essere investiti in titoli di stato o garantiti dallo Stato e costituiti in deposito vincolato, per la durata della società, presso un istituto di credito;
  • deve essere fornita la dimostrazione degli scopi che la società si propone e dei mezzi predisposti per raggiungerli con particolare riguardo alla sua organizzazione interna[4].
  • per gli amministratori, va presentato il certificato di cittadinanza e di iscrizione all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili. L’iscrizione all’albo è richiesta sempre per l’amministratore unico; per almeno uno dei componenti in caso di consigli di amministrazione inferiori a cinque membri, per almeno due dei componenti per i consigli superiori a cinque membri;
  • sono richiesti specifici requisiti di onorabilità per le cariche di componente del consiglio di amministrazione, del collegio sindacale e/o di direttore generale o per l’incarico di personale non d’ordine[5].

 

Ragioni e scopi del negozio fiduciario

Le ragioni economico-sociali che stanno alla base della costituzione di un negozio fiduciario sono essenzialmente:

  • assicurare la riservatezza della effettiva proprietà dei beni e delle partecipazioni sociali;
  • assicurare la riservatezza nelle iniziative commerciali;
  • realizzare il coordinamento del controllo di più partecipazioni in società diverse;
  • creare un terzo custode dei titoli in pegno o in usufrutto qualora il costituente o beneficiario non vogliano rinunciare, uno a favore dell’altro, al diritto di voto;
  • assumere la rappresentanza comune di obbligazioni ed azionisti di risparmio;
  • rendere possibile il riassetto di patrimoni mobiliari tramite la costituzione di società capogruppo;
  • permettere il passaggio generazionale di beni di famiglia assicurandone la continuità gestionale.

 

La tenuta del libro giornale di contabilità finanziaria e del libro dei fiducianti

Rispetto alle normali società, la società fiduciaria è tenuta a detenere i seguenti libri contabili obbligatori:

  • il “libro giornale di contabilità fiduciaria”;
  • il “libro dei fiducianti”.

Il libro giornale di contabilità finanziaria

La necessità di tenere un giornale sezionale di contabilità fiduciaria deriva innanzitutto dall’esigenza di rilevare tutti i movimenti compiuti su istruzione dei fiduciari e che vanno a modificare tipologia o valore dei beni fiduciariamente intestati.

Si pensi ad esempio ad un deposito amministrativo. Viene conferita una somma iniziale in amministrazione fiduciaria. Il fiduciante inizierà, quindi, a dare istruzioni in merito agli investimenti da effettuare che potranno comportare una riscossione di cedole, dividendi, interessi. Il patrimonio in amministrazione fiduciaria è quindi destinato a modificarsi nel tempo e la società fiduciaria ha l’obbligo sia di rendicontare al fiduciante, almeno su base annua, quanto oggetto di intestazione fiduciaria, sia di indicare in bilancio, nei conti d’ordine, l’ammontare globale del patrimonio di terzi.

Vi è peraltro l’esigenza, anche da un punto di vista fiscale, di vincere la presunzione di cui al D.P.R. 10 novembre 1997, n. 441 (art. 3) in base al quale “i beni che si trovano in uno dei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni si presumono acquistati se lo stesso non dimostrerà di averli ricevuti in base ad un rapporto di rappresentanza o ad uno degli altri titoli di cui all’articolo 1”.

La presunzione può essere superata da un’apposita annotazione nel libro giornale che, nel caso della società fiduciaria, sarà proprio il giornale di contabilità fiduciaria.

È opportuno peraltro richiamare quanto previsto dal D.M. 16 gennaio 1995 con riferimento alla necessità di trasmissione del bilancio (art. 16) al Ministero dello Sviluppo Economico, entro 30 giorni dalla sua approvazione, insieme ad un prospetto dettagliato delle poste di bilancio, nonché ad un dettaglio della messa fiduciaria.

 

Il libro dei fiducianti

Il libro dei fiducianti è esplicitamente previsto dal D.M. 16 gennaio 1995 (art. 15).

 

In tale libro devono essere annotati gli elementi necessari a consentire il riscontro con le scritture della contabilità generale ossia:

  • le generalità dei fiducianti;
  • il domicilio;
  • il codice fiscale;
  • il codice attribuito al mandato.

 

Tale libro deve essere vidimato prima di essere posto in uso, numerato e bollato in ogni foglio. Le annotazioni devono essere eseguite nella data di accettazione del mandato.

È possibile anche derivare il libro fiducianti dall’archivio unico informatico ex art. 37 del decreto 231/2007, ferme restando le distinte finalità.

Il libro fiducianti è di particolare criticità nell’ambito della società fiduciaria dal momento che “custodisce” quella segretezza su cui si fonda la stessa esistenza del contratto fiduciario. Per tali motivi il libro fiducianti viene custodito con una particolare cura e lo stesso non è liberamente accessibile da chiunque. Solo gli amministratori potranno prenderne visione, mentre i sindaci, nel rigoroso mantenimento del segreto professionale, ne valuteranno la corretta tenuta evitando di prenderne copia.


NOTE


[1] La fiduciaria costituita nella forma di società di persone o di capitali presenta copia autenticata in bollo di tale atto contenente le indicazioni previste per i singoli tipi di società e lo statuto a questo allegato. Ottemperato al deposito dell’atto costitutivo, ed ove prescritto, dello statuto, la società presenterà il certificato attestante l’iscrizione dell’azienda nel registro delle imprese.

 

[2] In particolare, per le società preesistenti che abbiano modificato l’oggetto sociale, al fine di poter esercitare l’attività fiduciaria, deve essere trasmessa copia del bilancio pubblicato, corredata con allegati previsti dalla legge e dal verbale di approvazione da parte dell’Assemblea, relativo all’ultimo esercizio precedente l’iscrizione nel registro delle imprese della deliberazione dell’Assemblea straordinaria di modifica dell’originario oggetto sociale[2]. Nell’eventualità di società all’uopo costituita, qualora non sia decorso il termine fissato per la chiusura del primo esercizio, è sufficiente formulare in tal senso una dichiarazione negativa.

 

[3] L’oggetto sociale deve prevedere un esplicito riferimento alle attività concernenti l’amministrazione di beni per conto di terzi, l’intestazione fiduciaria degli stessi, l’interposizione della fiduciaria nell’esercizio dei diritti eventualmente ad essi connessi e la rappresentanza degli azionisti e degli obbligazionisti. Dall’oggetto sociale deve evincersi che la società fiduciaria non possa effettuare nel proprio interesse operazioni comunque connesse agli affari relativi ai terzi amministrati.

[4] A tal fine, dovrà essere redatta una relazione da cui evincere il tipo dei servizi che si intende prestare, la specializzazione eventualmente prescelta, le prevedibili potenzialità di espansione, nonché i mezzi necessari per l’operatività della società. Circa i mezzi, la società deve dotarsi in particolare di linee telefoniche, mobilio ed elaboratori. Deve essere altresì fornita la dimostrazione della disponibilità della sede legale, mediante la produzione del contratto di proprietà, di affitto o di subaffitto. In quest’ultimo caso deve essere prodotto anche il contratto di affitto principale.

 

[5] In dettaglio, tali cariche non possono essere ricoperte da coloro che:

  • si trovano in stato di interdizione legale ovvero di interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese;
  • sono stati sottoposti a misure di prevenzione disposte dall’Autorità Giudiziaria;
  • sono stati condannati con sentenza irrevocabile alla reclusione anche se con pena patteggiata o condizionalmente sospesa, salvi gli effetti della riabilitazione, a:

..   pena detentiva per uno dei reati previsti in materia bancaria e finanziaria;

..   pena detentiva per uno dei reati previsti dal codice civile (Titolo XI – Libro V);

..  reclusione per un delitto contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica, il patrimonio, l’ordine pubblico, l’economia pubblica ovvero per un delitto in materia valutaria e tributaria per un tempo non inferiore a 6 mesi;

..  reclusione per un tempo non inferiore a due anni per un qualunque delitto non colposo;

  • abbiano rivestito alcuna di tali cariche almeno per i due esercizi immediatamente precedenti l’assoggettamento alla procedura di liquidazione coatta amministrativa di società fiduciarie e di revisione, e comunque per tutti coloro nei cui confronti è stata promossa azione sociale di responsabilità.

Inoltre, per consentire al Ministero dello Sviluppo Economico di acquisire la certificazione antimafia, e quindi di accertare la sussistenza di cause di divieto o di sospensione del procedimento autorizzativo, la società richiedente presenterà altresì, per ciascuno dei propri amministratori, dirigenti generali, sindaci effettivi, sindaci supplenti e per il personale non d’ordine, il certificato di residenza e quello di famiglia.

 

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